"Oggi è il domani di cui avevi tanto paura!""

Jim Morrison

C’è chi pensa che la soluzione per evitare stress e delusioni sia un atteggiamento di distacco. Non sono d’accordo.

In certi momenti può essere una buona idea, ma vivere sempre in quel modo è davvero noioso e ci allontana dal sapore della vita.

È importante essere in grado di vedere le cose in prospettiva e riconoscere la neutralità delle situazioni, ma questo non vuole dire abbandonare la nostra capacità di vivere con passione ed entusiasmo.

Una sintesi che ha funzionato molto bene per me è il lasciarmi coinvolgere nel gioco della vita, come se la mia vita dipendesse da quello, ma sapendo bene che non è così.

Che sia una partita a carte con gli amici, o un progetto di lavoro che mi appassiona, questo atteggiamento mi permette di dare il 100%, ma allo stesso tempo, non prendere le cose davvero sul serio.

A volte si vince, a volte si perde.

Ma niente di davvero importante, nulla a che abbia a che vedere con la mia vera essenza o la possibilità di avere una vita meravigliosa, è mai messo in gioco.

Avrei voluto saperlo prima.

Nel giugno del 2003 ero stressatissimo, e studiavo furiosamente in preparazione dell’esame di maturità.

I professori avevano fatto un ottimo lavoro nel convincermi che in quei giorni, mi sarei giocato il futuro e che il voto che avrei ottenuto sarebbe stato di fondamentale importanza.

In quei giorni studiavo come se la mia vita, la mia immagine di se, fosse la posta in gioco degli esami.

Mi mancava la parte in cui “sapevo benissimo che non fosse così”.

Non avevo alcuna consapevolezza che stavo facendo semplicemente esperienza del “gioco della vita”, quello che sentivo era un opprimente senso di paura.

È in quei giorni che ho iniziato ad avere il battito del cuore accelerato, quella che ho scoperto essere “tachicardia da ansia”.

Finito il periodo degli esami, la tachicardia rimase, come pure l’ansia.

Non ne ero neppure consapevole, per lunghi anni è diventata la mia nuova normalità, ho imparato a conviverci trovando delle buone compensazioni.

Meditazioni, saune, allenamento sportivo intenso, tisane rilassanti… tutta una serie di cose che mi permetteva di essere un membro funzionale della società nonostante un continuo senso di attivazione e preoccupazione.

Mi rendo ora conto che a qualche livello credevo che questo stato di preoccupazione mi proteggesse da potenziali pericoli, quando paradossalmente era l’ostacolo maggiore nel creare la vita che desideravo.

Fino a quando oltre dieci anni dopo, in seguito ad una realizzazione sul funzionamento del nostro pensiero, l’ansia all’improvviso scomparve, ed insieme a lei la tachicardia.

Ci misi qualche giorno a rendemi conto di cosa fosse successo, sentivo che all’improvviso stavo meglio, che qualcosa era cambiato, ma solo quando mi venne in mente di misurarmi i battiti me ne resi conto.

Una realizzazione, come abbiamo visto, non è altro che un nuovo pensiero che ci avvicina alla realtà delle cose.

Le implicazioni di una realizzazione hanno effetti a cascata su molteplici livelli

Purtroppo non è possibile trasmettere a comando una realizzazione, allo stesso modo in cui non si può trasmettere a comando la risata che emerge spontaneamente dopo una battuta di spirito.

Non è solo capire qualcosa intellettualmente, ma coglierlo in modo profondo, una comprensione incarnata, che integriamo nel nostro sentire e da cui non si torna indietro.

Non controlliamo la nostra capacità di avere realizzazioni, ma la buona notizia è che non è necessario farlo, è sempre attiva ed al nostro servizio.

Dalla mia esperienza, un atteggiamento di apertura e curiosità crea un terreno fertile per nuove realizzazioni e mi piacerebbe che leggessi il resto di questo capitolo da quello spazio.

Se sembra che siano le nostre paure a bloccarci o ostacolarci nella creazione di una vita più allineata al nostro sentire autentico, c’è una importante distinzione da fare:

La differenza tra una paura reale o una preoccupazione illusoria.

Paura reale: siamo di fronte ad una minaccia alla nostra sopravvivenza, emerge una risposta emotiva naturale di paura insieme ad una risposta neurochimica che ha lo scopo di aiutarci a sopravvivere.

Esempio: mi trovo davanti un malintenzionato che desidera aggredirmi.

L'effetto neurochimico della paura aiuta a preparare il corpo ad affrontare la minaccia.

Preoccupazione illusoria: emerge un pensiero spaventoso riguardo ad un evento passato o un possibile scenario futuro. Viviamo la storia terrificante che noi stessi stiamo creando nella nostra mente come un qualcosa di vero e scatta una risposta emotiva e neurochimica di ansia o stress.

Esempio:

  • Desidero cambiare carriera, ma inizio a pensare a cosa accadrà se le cose andranno storte, “cosa succederà se non trovo un nuovo lavoro e non ho i soldi per mangare?”
  • Inizio a sentire emozioni di stress in risposta al mio pensiero che monopolizzano la mia attenzione e mi distolgono da quello che sta avvenendo nel momento presente.

Il nostro corpo è stato ottimizzato da milioni di anni di evoluzione per tenerci vivi.

Ma come abbiamo visto in precedenza, ci siamo evoluti per molto più tempo per affrontare minacce fisiche e reali, rispetto a pericoli astratti.

La risposta fisiologica ottimale per fuggire da un predatore, non è la stessa nel momento in cui siamo seduti davanti ad uno schermo e ci ha attraversato un pensiero di insicurezza.

A volte la risposta emotiva è così forte, che può sembrare difficile distinguere in quale caso ci troviamo.

"Se perdo il lavoro e poi non ne trovo un altro e poi i miei progetti falliscono e se nessuno mi aiuta... morirò di fame, il pericolo è reale! No?"

C’è un elemento distintivo chiaro: se nel momento presente siamo di fronte ad una reale minaccia alla nostra incolumità o meno.

  • La risposta neurofisiologica alla paura reale è una utile risorsa evolutiva.

Fortunatamente nella società moderna le minacce alla nostra sopravvivenza sono relativamente rare.

  • La preoccupazione illusoria è molto, molto più diffusa e non ci è di nessun aiuto.

Alimentare o credere a pensieri di preoccupazione è una forte interferenza al nostro benessere ed alla nostra efficacia e può confonderci al punto da allontanarci dal nostro senso di direzione.

Ti propongo un esperimento:

Nei prossimi giorni, presta particolare attenzione tutte le volte che emerge una sensazione di stress, paura o insicurezza e osservane l’origine.

C’è una minaccia reale alla tua incolumità?

Se questo è il caso probabilmente il tuo corpo agirà istintivamente e sarà un qualcosa sui cui rifletterai una volta al sicuro.

Non c’è nessuna minaccia e quindi stai sentendo un pensiero di preoccupazione generato dalla tua mente?

In questo caso considera la possibilità che non c’è nessuna saggezza, nessuna informazione utile nel continuare ad alimentare quel pensiero.

Nel caso emergessero resistenze nel lasciare andare i pensieri di preoccupazione, nel caso sembrasse irrealistico, oppure irresponsabile farlo, mandarmi una email ad andrea@andreadeltetto.com descrivendomi la situazione.

Farò del mio meglio per aiutarti con la mia risposta e la tua condivisione aiuterà me a rendere più efficace questa guida.

Un abbraccio ed a presto.

Andrea

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