"Non possiamo dirigere il vento, ma possiamo orientare le vele"

Seneca

L'altro giorno, mi sono imbattuto in questa citazione e mi ha fatto riflettere su una distinzione importante.

Probabilmente ti sarai imbattuto nell'espressione "seguire il flusso della vita"; ci sono molti insegnamenti e scuole di pensiero che invitano ad accettare la vita per ciò che è, lasciare andare il controllo dove non lo abbiamo, e lasciarci trasportare da qualcosa di più grande.

Per me, che in passato ero ossessionato dal sentirmi in controllo e terrorizzato dall'idea di perderlo, una serie di realizzazioni al riguardo ha cambiato la vita.

Ma, ad un certo punto, ho rischiato di cadere in una trappola.

Seguire il flusso della vita non vuole dire essere o comportarsi come spettatori passivi o, peggio ancora, come vittime delle circostanze.

Anche quando, metaforicamente, ci lasciamo trasportare dal flusso della vita, siamo sempre al timone della nostra barca.

E, nel momento in cui abbiamo chiarezza sul nostro senso di direzione, possiamo sempre tenere la rotta.

Rilassarci nel flusso della vita non vuole dire abbandonare la nostra unicità o il nostro potere personale.

Non significa neppure rassegnarsi davanti a ostacoli o blocchi.

Al contrario, questo flusso ci mette a disposizione tutto ciò che ci serve per superarli.

Nei capitoli precedenti, abbiamo visto:

  • Come accettare l'invito all'avventura - prendere la decisione di allineare i vari aspetti della nostra vita alla nostra autenticità.
  • Come riconoscere il nostro senso di direzione.
  • Come sintonizzarci alla nostra bussola interiore e come questa ci guidi per qualsiasi decisione.

Oggi iniziamo a vedere come superare le resistenze che possono emergere durante il percorso.

Questo capitolo non può che iniziare con un ringraziamento di cuore a tutte le persone che mi hanno scritto condividendo gli ostacoli e i blocchi che percepiscono verso la creazione di una vita più allineata alla propria autenticità.

Facendo una compilazione delle risposte che sono arrivate, questi sono gli ostacoli e le sfide più sentiti*:

  • La sfida del vivere nel Presente: Lotta contro la distrazione e difficoltà a rimanere centrati sul qui e ora, perdendosi tra preoccupazioni per il futuro e rimpianti del passato.
  • Paura del giudizio e delle aspettative altrui: Timore di deludere, non essere all'altezza, e paura di esprimere vulnerabilità, con il rischio di essere giudicati.
  • Insicurezza economica e professionale: Paura di abbandonare la sicurezza di un lavoro non appagante per seguire le proprie passioni, frenati dall'incertezza finanziaria.
  • Difficoltà nella gestione del cambiamento: Paura che il cambiamento non porti i risultati sperati e timore di trovarsi in situazioni peggiori o che sia troppo tardi per cambiare.
  • Mancanza di chiarezza e di focus: Difficoltà nel definire obiettivi chiari e mantenere la concentrazione, aggravata da distrazioni e interessi vari.
  • Conflitti interni e decisioni difficili: Lotta tra seguire la propria intuizione o aderire alle aspettative esterne, soprattutto in decisioni cruciali come cambi di carriera o relazioni.
  • Paura di non raggiungere gli obiettivi: Ansia legata al conseguimento degli obiettivi e timore del fallimento.

*(elenco in via di aggiornamento man mano che ricevo altre risposte.)

Nei prossimi capitoli cercherò, con esempi ed approfondimenti, di esplorare questi punti, ma prima di entrare nel dettaglio di un particolare blocco o ostacolo, voglio mettere l'attenzione su ciò che è universale.

Nel mio lavoro con clienti privati, ho osservato che la strada più veloce per dissolvere resistenze o blocchi è esplorare cosa questi siano e come vengano creati.

Come specie, ci siamo evoluti per un mondo fatto di oggetti, azioni ed eventi.

Se sto camminando per attraversare una foresta e mi ritrovo davanti a un albero caduto che mi blocca la strada (un ostacolo) oppure mi ritrovo impigliato in un rovo (un blocco), la mia struttura biologica, grazie a una miracolosa evoluzione di milioni di anni, mi rende estremamente equipaggiato e preparato nel gestire questo tipo di situazioni.

Non importa se non ci ritroviamo regolarmente ad attraversare foreste; nella vita di tutti i giorni, a livello puramente fisico e pratico, siamo così avvezzi a superare ostacoli che eventi come una strada chiusa o il rimanere impigliati da qualche parte, a parte casi gravi o eccezionali, non sono cose su cui soffermiamo a lungo la nostra attenzione.

Possono essere imprevisti, seccature a volte incidenti, ma raramente sono problemi che sentiamo che ci "bloccano" per settimane, mesi o anni.

Questo perché abbiamo una serie di abilità innate che ci rendono competenti nel superarli.

Quasi l'interezza di ciò che percepiamo come un ostacolo per una vita pienamente soddisfacente, allineata alla nostra autenticità, esiste a livello di pensiero, credenza, emozione, relazione o altra dimensione non fisica della nostra esistenza.

Non sono cose che hanno il reale potere di "bloccarci fisicamente".

È la nostra percezione della situazione, l’insieme dei pensieri creati dalla nostra mente al riguardo, che creano una sensazione di blocco.

Ci siamo evoluti per molto più tempo per superare ostacoli fisici rispetto ad ostacoli astratti, e a volte ci confondiamo e ci relazioniamo con una serie di pensieri riguardo ad una situazione, come se fossero un qualcosa di solido e materiale.

Prenditi un momento per riflettere:

Ciò che fino ad oggi hai percepito come un ostacolo per vivere la vita che desideri, è effettivamente un blocco che esiste nel mondo materiale, oppure si tratta del sentire di una situazione, ossia una dinamica interiore?

È importante precisare che questa non è una domanda volta a sminuire ciò che percepisci.

C'è un potere nel vedere chiaramente la differenza tra:

  • Un blocco concreto: voglio andare da qualche parte, ma sono in prigione e non posso muovermi.
  • Un blocco percepito: voglio cambiare lavoro, ma ho una serie di preoccupazioni economiche sulle mie prospettive future.

Può sembrare banale, ma riflettere su queste distinzioni ha una serie di risvolti pratici e trasformativi.

Nel momento in cui aumenta il nostro livello di comprensione su come un certo fenomeno funziona, creiamo un terreno fertile per la nostra capacità di avere nuove intuizioni e realizzazioni in merito.

In quanto esseri umani, abbiamo una capacità innata di avere nuove realizzazioni; non è qualcosa che dobbiamo apprendere, è già presente ed è sempre in funzione.

Più mettiamo l'attenzione su questo potere interiore, più ci rendiamo conto che è il nostro migliore alleato per creare la vita che desideriamo.

La parola “realizzazione” condivide la stessa radice etimologica di “realtà”.

Una realizzazione non è altro che un nuovo pensiero, che ci avvicina a come la realtà funziona.

In altre parole, è un aggiornamento delle nostre percezioni che ha il potere di innescare un effetto a catena.

Nel momento in cui la nostra percezione della realtà cambia, l'intera nostra interpretazione del mondo ne viene influenzata.

Questo significa che certe decisioni o azioni, che prima avevano senso, potrebbero improvvisamente perdere di significato.

In certi casi, questo si traduce in un improvviso cambiamento di comportamenti o abitudini.

Lo stesso si applica per blocchi o resistenze che, prima potevano sembrare ostacoli reali e insormontabili e, dopo un aggiornamento delle nostre percezioni, possono apparire completamente diversi.

Talvolta, si dissolvono oppure ci diventa chiaro il primo passo per poterli superare.

Il prossimo capitolo sarà dedicato a vedere questa capacità in azione.

Un grande abbraccio e a presto.

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